Lezioni di Storia: NOI E GLI ANTICHI

Dall'identità dei barbari all'identità dei moderni, nove lezioni per riannodare i fili della nostra storia.

L'antichità continua ad esercitare un fascino straordinario: film, spettacoli teatrali, mostre, libri sul mondo da noi più lontano nel tempo sono regolarmente al vertice delle classifiche di gradimento. A determinare una così forte attrazione per un mondo da noi tanto distante c'è probabilmente una componente per così dire 'esotica': il racconto della storia antica assomiglia per certi versi a una favola i cui personaggi entrano subito in una dimensione mitica, una dimensione che ci fa subito uscire dalla realtà quotidiana trasportandoci in una sfera più vicina alla narrativa di fantasia.

Ma c'è anche un'altra componente, non meno importante, nel diffuso interesse per il passato remoto: è il ritrovare in chi ci ha preceduto un'identica sensibilità nei confronti degli stessi temi che affrontiamo nel nostro quotidiano, nei confronti delle grandi questioni che agitano il mondo contemporaneo. Il tutto in una forma per così dire 'distillata', resa essenziale ai nostri occhi proprio dalla distanza che ci separa da quei personaggi e da quei fatti.

Nel terzo ciclo delle Lezioni di Storia ci proponiamo di presentare al pubblico un argomento che rimanda direttamente alla storia dell'Occidente tout-court, un tema di grande suggestione perché pretende di riportarci alle sorgenti prime del nostro sapere.

Noi e gli antichi intende evidenziare il forte legame che ci unisce al nostro passato; e, in particolare, alle due culture che sono state la culla non solo dell'Italia ma di tutto il mondo occidentale: la Grecia e Roma.

Nove grandi studiosi sapranno riannodare quei fili che dalla tradizione, a volte remota, riconduce inaspettatamente alla nostra modernità. Un modo per renderci consapevoli, ancora una volta e di più, che senza conoscenza e coscienza del nostro passato è difficile progettare il nostro futuro.

Si partirà dai "barbari", dalla loro identità e dalle condizioni storiche che ne fanno dei cittadini; si passerà poi alle "vestali" come rappresentanti dell'intera collettività, "fuoco" che garantisce l'unità dello Stato, per interrogarsi poi sui conflitti familiari e sull'autoritarismo che caratterizza gli antichi "padri". Si ripercorrerà l'infinita invenzione di Roma, le strategie della sua perpetua attualizzazione e il rapporto tra la religione degli antichi e quella dei cristiani vincitori. Un'attenzione anche alla "dieta mediterranea" che difficilmente può essere ricondotta alla'antichità; al mito del tempo che ritorna, e con lui delle infinite repliche di noi stessi; al significato delle catastrofi naturali, tra antichità e tragica attualità per chiudere sul significato del concetto di "libertà", oppressiva per gli antichi, liberale, come dovrebbe essere per i moderni.