Edoardo Garrone, così nacque l'idea ERG
La Fondazione Edoardo Garrone (FEG) è intitolata alla memoria dell’omonimo imprenditore, genovese d’adozione, tra i padri della moderna Italia industriale. Prima di diventare, con la creazione della Fondazione, nel 2004, elemento distintivo del logo FEG, le iniziali dell’imprenditore sono state e continuano a essere la cifra del marchio ERG (Edoardo Garrone Raffineria), il più importante gruppo energetico privato italiano, fondato da Garrone nel lontano 1938. All’epoca ERG è un piccolo impianto, installato nella periferia industriale del capoluogo ligure, da tempo capitale nazionale del settore petrolifero, con le sedi dei colossi Esso e Shell. Garrone è un trentenne intraprendente, nato a Carpeneto d’Acqui nel 1906 e forte soprattutto della competenza tecnica che gli deriva dal fatto di essere stato uno dei primi laureati in chimica industriale dell’Università di Genova. In meno di vent’anni di febbrile attività, tra la fine del secondo conflitto mondiale e la sua prematura scomparsa (1963), Garrone trasforma quella modesta struttura nel più importante raffinatore indipendente nazionale. Le parole chiave del suo successo sono futuro e internazionalizzazione. Futuro perché Garrone guarderà sempre avanti, all’eccellenza tecnologica e alle esigenze di crescita di un paese che, grazie a un formidabile sforzo collettivo, in quel ventennio riesce a risollevarsi dalle macerie, materiali e morali, dell’immediato dopoguerra al benessere diffuso del “miracolo economico”. Internazionalizzazione perché l’imprenditore intuisce che condizione cruciale per l’espansione dell’impresa in questo settore sono i legami commerciali, tecnici e di trasmissione di esperienze che ERG, in virtù della sua capacità di interazione, adattamento e innovazione, costruisce e rafforza nel tempo con leader multinazionali, per i quali lavora sistematicamente in conto terzi, quali British Petroleum.
Futuro e internazionalizzazione contrassegnano, del resto, anche l’opera del figlio di Edoardo, Riccardo Garrone, anch’egli chimico industriale per formazione. Riccardo succede, giovanissimo, al padre, guidando poi l’impresa per i quarant’anni successivi, dai primi anni sessanta alle soglie del XXI secolo. Sviluppa la capacità di immaginare un’impresa distesa su inaudite frontiere tecnologiche, produttive e commerciali, fra passaggi epocali come le crisi petrolifere, l’avvento del postfordismo e della società dei servizi, la rivoluzione informatica e la finanziarizzazione in un mondo globale. Sotto la sua guida, spostando il baricentro produttivo a Priolo, nel Siracusano, con la costruzione dell’ultima grande raffineria nel Mediterraneo, ERG sperimenta la produzione di benzine “verdi” per i mercati più avanzati; ribadisce e consolida il successo di raffinatore indipendente in conto proprio; si integra a valle, maturando rilevanti posizioni nella distribuzione; avvia la transizione a gruppo multienergetico integrato, aprendosi alla produzione di energia elettrica“pulita”, ancora una volta con una joint-venture con un grande partner internazionale, Edison Mission Energy; si quota in borsa.
Quello guidato oggi dalla terza generazione famigliare, con Edoardo e Alessandro Garrone, figli di Riccardo, è un grande gruppo integrato proiettato verso il futuro. Con oltre 2200 dipendenti, opera secondo una rinnovata ed estesa vocazione all’internazionalizzazione (con partner di raffinazione come il colosso russo Lukoil e di distribuzione come la francese Total) e alla pluralità, coordinata, delle aperture al mercato: dalla sempre trainante raffinazione costiera, a Priolo; al rafforzamento delle quote nella distribuzione delle benzine, salite al 12% del mercato nazionale; alla presenza significativa nella produzione e commercializzazione di energia termoelettrica, vapore e gas e fonti rinnovabili. Un gruppo la cui spinta all’innovazione si innesta sulla consapevolezza della forza insita nel proprio patrimonio, tecnico, umano, commerciale, costruito in settant’anni di storia.
Da questa consapevolezza e dal desiderio di trasformarla in presenza culturale sul territorio è nato il progetto della Fondazione. Nelle parole d’ordine che la guidano, pur nell’assoluta autonomia delle sue strutture e delle sue iniziative, si sente, declinata in chiave culturale e scientifica, l’eco dell’originaria vocazione al futuro, all’internazionalizzazione e alla diversità, che nella Fondazione sta per multidisciplinarietà. La Fondazione Edoardo Garrone scommette sul futuro, come mostrano i progetti indirizzati ai giovani talenti e alla formazione delle nuove generazioni. Scommette sullo spirito di apertura e cooperazione internazionale, sul senso di inclusività che lo scambio interculturale produce, nelle arti, nella musica, nell’animazione teatrale. Scommette su una ricca pluralità di iniziative, di alto contenuto, volte a riaffermare l’unità dell’esperienza umana, al di là delle contrapposizioni fra tecnico, scientifico, umanistico e artistico, degli steccati disciplinari e delle rigide divisioni tematiche. All’insegna del dialogo, sempre aperto, fra persone, idee e culture.