Il palazzo Ambrogio di negro in Banchi

Ambrogio Di Negro, governatore e doge, banchiere internazionale, uno degli uomini più ricchi del “secolo dei genovesi”, uomo di lettere amico di poeti ed artisti, cominciò la costruzione del palazzo agli inizi del 1500.

L’edificio rappresenta uno straordinario esempio di investimento artistico ed immobiliare della ricchezza prodotta da un illuminato uomo di finanza, un felice modello della “trasformazione di oro e argento in pietra e marmo”.

Alcune delle scelte architettoniche e decorative adottate per la realizzazione dell’edificio divennero, già alla fine del cinquecento, “prescrizione formale” per le future edificazioni nelle piazze. Nel 1604, a pochi anni dalla morte di Ambrogio, Rubens esegue il rilievo di quello che è ormai divenuto palazzo di prima classe nella tabella dei rolli.

Le favole mitologiche di Paride, Danae e Perseo, attribuite ad Andrea Semino (1526-1594) sono il tema - originale ed insolito per una residenza di città - dei decori affrescati delle sale del piano nobile del palazzo.

La vicenda edilizia del fabbricato attraverso i secoli ci porta fino al 1990 quando, con un forte e meritorio investimento, Luciano Ghezzi, attuale proprietario del bene, riporta allo splendore dei tempi di Ambrogio la gentilizia dimora.

Recentemente, in previsione della nuova destinazione degli spazi, è stato completato il recupero del piano nobile e, in particolare, degli affreschi del salone e delle sale adiacenti.